011 7701403
011 4110950

EMAIL

gamba.monica@alice.it

Presentazione

Che cos'è la rinoplastica?

La rinoplastica, nota anche come chirurgia di rimodellamento del naso, è uno degli interventi più richiesti in chirurgia estetica.
La rinoplastica consente di modificare la forma e le dimensioni del naso migliorando l'armonia del viso senza però stravolgere la sua fisionomia.
Più esattamente, la chirurgia estetica del naso consente di aumentare o diminuire le dimensioni del naso (troppo piccolo, troppo grande o troppo largo), cambiare la forma del dorso (incavato o con presenza di gobba o gibbo) e della punta (troppo larga, troppo stretta o troppo lunga), modificare l'ampiezza delle narici e cambiare l'angolo tra la fronte e il naso o tra il naso e il labbro superiore.

Ricostruzione padiglione auricolare

Le malformazioni del padiglione auricolare che portano a richiedere la ricostruzione dell'orecchio sono molto numerose e con una grande varietà di quadri clinici.

Esse possono essere parziali e interessare solo alcune parti o interessare in toto il padiglione auricolare. La malformazione classica è la microtia ossia il mancato sviluppo del padiglione del quale rimangono solo alcuni abbozzi cartilaginei e frequentemente, anche se malposizionato, il lobo auricolare .

Essa può essere una malformazione isolata nel contesto di un volto normale, ma spesso si associa ad altre malformazioni delle strutture che derivano dal I e II arco branchiale. Si vengono così a configurare delle sindromi che presentano diverse anomalie facciali compresa la malformazione del padiglione auricolare. La più frequente tra queste è la disostosi otomandibolare che presenta malformazioni a carico dell'orecchio, della mandibola e di altre strutture di comune origine embriologica.

La Sindrome di Franceschetti (o S. di Treacher Collins) è una malformazione congenita ereditaria, trasmessa da un gene dominante a diversa espressività. In tale sindrome la microtia presente delle peculiari caratteristiche: è bilaterale, sono coinvolti frequentemente l'orecchio medio e interno, i residui auricolari così come l'attaccatura dei capelli sono in una posizione più bassa.

La ricostruzione totale dell'orecchio è indicata in casi anomalia congenita (microtia) o dopo amputazione traumatica. In entrambe i casi i principi seguiti sono gli stessi: ricreare i complessi contorni di un orecchio utilizzando uno scheletro ricoperto da cute.

Sebbene i quadri clinici differiscano molto, il risultato di una riscostruzione dell'orecchio dipende da due fattori principali:

* La quantità e la qualità della cute disponibile

* La forma dello scheletro usato per ricreare le forme del padiglione auricolare

Sono stati utilizzati molti tipi di innesti così come materiali sintetici (silicone, tantalio, dacron) ma il materiale migliore è la cartilagine costale autologa (cioè prelevata dalla stessa persona). Questo innesto viene prelevato durante il primo tempo chirurgico e viene modellato nella stessa fase.

Le tecniche ricostruttive sono migliorate nel corso degli anni grazie soprattutto a due chirurghi, uno americano B.Brent e uno giapponese S.Nagata. Grazie a loro i risultati della ricostruzione dell'orecchio sono di gran lunga superiori rispetto ad alcuni anni fa, anche se tale intervento richiede una grande esperienza e rimane un intervento di alta specializzazione.

Complicanze

Le complicanze principali sono l'infezione e la necrosi cutanea con conseguente esposizione cartilaginea.

Ogni complicanza anche se correttamente trattata comporta una alterazione del risultato.

La Blefaroplastica

La blefaroplastica si occupa dell’estetica degli occhi e delle palpebre; in pratica si elimina l’eccesso di pelle presente nella palpebra superiore e le borse che si formano sotto l’occhio (borse palpebrali), il risultato finale è uno sguardo più riposato e giovane.
Infatti grazie alla blefaroplastica è possibile ottenere un complessivo ringiovanimento del viso, ed uno sguardo più fresco e rilassato.

L’intervento di blefaroplastica   anche se di minor rilevanza funzionale può essere molto importante per il lato psicologico del paziente in quanto il difetto che si va ad eliminare, ovvero le borse sotto gli occhi o le palpebre cadenti, può condizionare la vita di una persona  nel relazionarsi con gli altri.

La Mesoterapia

La mesoterapia è una tecnica che consiste, principalmente, nell'eliminazione del ristagno di liquidi nei tessuti cutanei e sottocutanei (ritenzione idrica); si tratta quindi di una terapia molto richiesta per risolvere gli inestetismi della cellulite.

La mesoterapia si pone l'obiettivo primario di disintossicare l'organismo dalle scorie in eccesso, eliminare i liquidi e, contemporaneamente, tonificare ed elasticizzare la pelle.
La terapia dev'essere effettuata dal medico dopo aver sottoposto il paziente ad un'accurata diagnosi. In relazione alla diagnosi così formulata, lo specialista deve stabilire la tecnica curativa più idonea per il paziente: nel caso in cui la mesoterapia rappresenti il trattamento preferenziale, è dovere medico optare per una corretta scelta dei medicamenti, in seguito al consenso informato del soggetto.

 

Chirurgia plastica oncologica della mammella

 

La chirurgia oncologica rappresenta uno dei pilastri della terapia del cancro mammario. La storia degli interventi sulla mammella, conosciuti fin dall'antichità, è stata contrassegnata da varie tappe coincidenti con la evoluzione delle conoscenze mediche e con alcune importanti scoperte in questo campo. Ciò ha consentito, dopo millenni, di giungere nel corso dell'ultimo secolo ad una tipologia di interventi che nel massimo rispetto della integrità fisica offrano alla donna una concreta possibilità di guarigione.

 

Dal punto di vista oncologico riveste particolare importanza la struttura linfatica della mammella, che segue un percorso analogo a quello del sistema venoso, in quanto è noto che la diffusione metastatica del cancro segue principalmente questa via.

Mammella: drenaggio linfaticoStoria naturale della malattia[modifica | modifica sorgente]Ancora ai principi del '900 si riteneva che il cancro della mammella fosse una malattia a carattere prevalentemente distrettuale che solo nelle fasi avanzate della malattia diventava generale per diffusione periferica delle metastasi. A questo periodo risalgono i lavori di William Stewart Halsted (1852-1922) che nel 1894 pubblicò i risultati ottenuti con un intervento di mastectomia radicale consistente nella asportazione in blocco della mammella, dei muscoli grande e piccolo pettorale sui quali poggia e dei linfonodi presenti nel cavo ascellare omolaterale. Questa tecnica pur molto demolitiva, in un'epoca in cui la malattia veniva svelata solo a seguito dell'esplodere della evidenza clinica, appariva razionale, e opportuna a garantire l'asportazione completa del tumore e delle sue vie di diffusione prima che avesse il tempo di estendersi a tutto l'organismo.

Negli ultimi decenni invece, di pari passo con i grandi progressi che sono stati fatti nel campo della diagnostica strumentale, si è andata sempre più affermando la ipotesi che il cancro è una malattia generale fin dal suo esordio in quanto precocemente capace di produrre micro metastasi. Di conseguenza, in presenza di una malattia già estesa, non ha più senso un intervento solo distrettuale peraltro gravemente mutilante mentre appare giustificata una operazione di bonifica che si limiti ad asportare il tumore localmente ma che venga associata ed integrata con adeguate terapie adiuvanti (chemioterapia, ormonoterapia, immunoterapia, radioterapia, ecc.) capaci di combattere le metastasi sistemiche. Rafforza inoltre il concetto che la precocità della diagnosi è essenziale perché permette di asportare tumori piccoli e quindi capaci di produrre metastasi in numero più limitato rispetto alla potenzialità delle neoplasie più voluminose.

Diagnostica e stadiazione:in chirurgia oncologica e soprattutto in quella mammaria la scelta dell’intervento è subordinata allo stadio in cui la malattia viene diagnosticata.

Fino a qualche tempo fa la diagnostica era quasi esclusivamente clinica ossia basata su alcuni sintomi e soprattutto segni chiaramente riscontrabili alla ispezione ed alla palpazione della mammella. Questi segni, puntualmente elencati nei trattati di senologia sono: tumefazione mammaria, cute a buccia d’arancia o infossata o ulcerata, deviazione o retrazione del capezzolo, emorragia dai dotti galattofori, ecc. e rappresentano la manifestazione evidente con la quale la malattia, proprio in quanto in fase avanzata, dà segno di sé. Sono le situazioni, fortunatamente sempre più rare, in cui rimane l'indicazione chirurgica ad una terapia molto aggressiva che, pur associata a terapie mediche, spesso non riesce a modificare una prognosi comunque severa.

Oggi invece si è affermato il concetto di diagnosi pre-clinica intesa come capacità si svelare il tumore prima che si renda evidente con manifestazioni visibili. In questi casi non solo è possibile una chirurgia poco o affatto demolitiva, ma aumentano in modo significativo le percentuali di sopravvivenza e di guarigione. A ciò si è giunti per vari motivi

Campagne di informazione e screening

Campagne di informazione mirate hanno contribuito ad estendere in modo capillare la partecipazione delle donne agli screening del cancro della mammella. Importanti gruppi di studio finalizzato alla lotta contro i tumori, come nel caso specifico della FONCAM (Forza Operativa Nazionale contro il Cancro Mammario), hanno predisposto adeguati protocolli che, individuando le ‘popolazioni bersaglio' (donne di età > di 40 anni o situazioni a rischio quali la nulliparità, la obesità, il menarca precoce, ecc.) prevedono per queste fasce a rischio una serie di indagini che vanno dall’autoesame della mammella alla visita specialistica, a varie indagini strumentali.

Dietologia

La dietetica, talvolta definita dietologia, è una disciplina che si occupa dei processi relativi alla nutrizione. È branca della scienza della nutrizione e studia gli effetti degli alimenti sui processi metabolici dell'organismo, considerandone anche le implicazioni digestive.

Inoltre ricerca le razioni alimentari più idonee, tenuto conto delle sue caratteristiche fisiologiche e/o patologiche, al fine di assicurare il miglior stato di salute possibile.

Il fine ultimo di questa pratica è la formulazione di un regime alimentare e stile di vita, adatto alla situazione, patologica e non del soggetto, in base a canoni plicometrici, bioimpedenziometrici e di indice di massa corporea.